Canossa e la Val d’ Enza tra castelli, storie e leggende

Partendo dalla Città di Reggio Emilia, dopo un breve tratto sulla Statale 63 del Cerreto, è possibile raggiungere in breve tempo, deviando verso la Val d’Enza, il cuore delle Terre di Canossa e i paesi di Quattro Castella, San Polo d’Enza e Canossa. In questi territori si trovano i castelli testimoni della grande storia che qui ha attraversato il medioevo nelle vicende legate alla Contessa Matilde.

Un poderoso sistema fortificato proteggeva lo stato che Matilde governava tra l’XI e il XII secolo. L’origine di questi castelli risale alla famiglia degli Attonidi da cui la contessa discendeva. Le strutture difensive rappresentavano una garanzia di sicurezza ma svolgevano anche un ruolo di simbolo visibile dell’autorità. Probabilmente i castelli matildici sono stati costruiti potenziando, in parte, preesistenti strutture.

Nel tempo hanno subito distruzioni, prima da parte dei Liberi Comuni, poi nel corso della lotta tra le signorie. Tuttavia la rete dei Castelli Matildici è ancora ben visibile e rappresenta un richiamo culturale e turistico di grande rilevanza.

Il castello di Bianello

Il Castello di Bianello, dimora prestigiosa della Contessa Matilde, è l’unico castello rimasto integro dei quattro che diedero nome al luogo. Nel corso di una visita al castello si può ammirare il famoso dipinto che raffigura Matilde di Canossa con il fiore del melograno, simbolo della sua reggenza e saggezza, nelle mani.

A piano nobile sono conservati affreschi del seicento e settecento. Proseguendo in direzione della Val d’Enza, si raggiunge in poco tempo il Castello di Canossa ubicato su un’aspra rupe dalla quale ammirare il paesaggio delle valli sottostanti. Della struttura originaria rimangono tracce delle mura e della cripta del tempio. Con la morte di Matilde per il castello inizia, infatti, un periodo di declino, segnato dalla sua distruzione avvenuta nel 1255 ad opera del Comune di Reggio. Nel 1557 Ottavio Farnese, alla guida di cinquemila fanti e ottocento cavalieri, attaccò la rocca a cannonate e la distrusse una seconda volta. All’interno del castello si trova un piccolo Museo Nazionale, recentemente ristrutturato, che conserva, fra l’altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo.

Il castello di Rossena

Non distante da Canossa si trova il Castello di Rossena, tra tutti il più bello e meglio conservato. Sorge su una rupe vulcanica dal particolare colore rossiccio dalla quale si domina un paesaggio unico e irripetibile che abbraccia un ampio tratto della pianura e della dorsale appenninica Tosco-Emiliana. Il castello si sviluppa principalmente su tre livelli: la quota della “sala d’Armi” comprendente le prigioni, la sala d’Armi, il refettorio, collegati tra loro da percorsi irregolari di scalini in pietra e laterizio.

La quota “piazza d’Armi” comprendente il nucleo originario del sistema difensivo dal quale si accede all’ambiente interno del mastio attraverso un portale risalente al XIX secolo. In numerose sale, dopo un recente restauro, sono state rinvenute decorazioni su intonaco risalenti alla seconda metà del 1700.
Al terzo livello, al quale si accede attraverso un passaggio ricavato nella muratura, vi sono altre importanti testimonianze. Proseguendo lungo l’itinerario da San Polo d’Enza in breve tempo si raggiunge la cittadina di Montecchio Emilia, il centro più importante della Val d’Enza.

Montecchio, oggi rilevante polo industriale, è un centro di grande interesse storico. Il territorio fu dapprima di dominazione etrusca e poi romana. Molte sono le tracce ancora oggi visibili ed i ritrovamenti di importanti oggetti.

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